The Last
Good Bye for a Little-Big Girl.
(Tanto, si fa
presto a dimenticare!)
(Meta-notizie
dal Tiggì-Urlo)
Dilemmi del terzo
millennio risolti in diretta su
*
...Signori
e Signore, Buona Sera! Oggi si sono svolti i Solenni Funerali per Maria Grazia
Cutuli, la giornalista assassinata in Afganistan! Parole di cordoglio a pioggia
da tutte le parti mentre, nessuno fra i Grandi Opinionisti rimasti a casa, pare
abbia colto la lezione di umiltà e serietà professionale della
giornalista uccisa.
Già... forse hanno
paura di essere uccisi a loro volta!
...Ti confesso che non sopporto più
il balletto ipocrita ed il narcisismo disgustoso di alcune figure apparse
recentemente in televisione! Mi chiedo: quanto tempo impiegheremo per dimenticare
il sacrificio e l'impegno di questa nuova generazione di Veri Giornalisti?
...Boh, francamente non ricordo.
©
Another Dangerous RU-Y2K Project
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The Final Cut:
The Last Good
Bye for a Little-Big Girl.
*
Seppellita
Maria Grazia Cutuli verremo seppelliti anche noi dalla lobby dei giornalisti
ipocriti e servi, magniloquenti e sguaiati nelle loro apparizioni televisive?
Verremo seppelliti in onore dei loro padroni inneggianti alla guerra inebriante
e giusta, una guerra gloriosa dove a morire sono sempre gli altri, gli Eroi
che s'immolano per fare più grande qualcun altro? ...O resteremo con
la testa fuori dalla sabbia a respirare e, magari, a guardare mentre ci spalmano
di salsa tartara per divorarci meglio il cuore ed i pensieri?
Cari Cyber-Lettori:
è facile mettersi in cattedra e pontificare su tutto, comprese le altrui
disgrazie. Devo riconoscere che fare questo mestiere è sempre più
difficile, dal momento che tutto quello che viene detto è più
o meno opinabile, a secondo dei tempi di permanenza sui teleschermi, a secondo
della visibilità oggettiva del personaggio. Siamo arrivati ad un punto
di non ritorno? Io credo di no. Non esistono punti di non ritorno salvo, forse,
tornare in vita dopo essere stati massacrati.
Chiedetelo a
Maria Grazia.
Monta come panna la rabbia per tutti quei vomitevoli personaggi che si imbevono di belle parole per giustificare se stessi ed il mondo a loro misura ma non fanno niente per migliorare il mondo così com'è.
Vecchi Prìncipi
o Dignitari in rotta di collisione con la Storia che non sanno raccontare.
Esiste oggi una
Classe Dirigente che ha una così grande paura della morte, paura di
non poter tornare indietro, da tentare in ogni modo di moltiplicare se stessa
in miliardi di rivoli: il presenzialismo televisivo si sposa con l'espressione
del proprio pensiero, sia esso tardo o sconclusionato (con una netta predilezione
per il moralismo facile e le semplificazioni pubblicitario-propagandistiche
che ben conosciamo, od ignoriamo, per noia, abitudine, ignoranza od indifferenza).
Il Potere, una volta discreto ed invisibile, si è oggi arroccato su posizioni indifendibili di arroganza e prepotenza, mai viste dai tempi delle guerre puniche (in quel tempo, gli italici abitanti erano dediti all'agricoltura, alla pesca ed alla pastorizia e pascevano le loro greggi: adesso, gli italici abitanti sono diventati gregge, messe da mietere e pesce che abbocca... e questo in cambio di niente che non sia ben confezionato e reso credibile da un sorriso a trentasette denti ed un inesorabile doppiopetto!)
Maria Grazia
è morta mentre cercava di raccontarci quello che stavamo diventando.
Ma nessuno è profeta in patria, anche se muore in un altro ingrato
paese. Maria Grazia è morta perché l'anno uccisa dei poveri
dementi o dei criminali assassini, e questo è un fatto. Il suo sguardo
non passerà più da queste parti e noi ci sentiremo, per un po',
più soli di prima. Ma soli resteremmo comunque, anche se Maria Grazia
fosse ancora viva e scrivesse i suoi articoli da laggiù. Così
vicina, così lontana da noi, comunque. Ha dovuto morire perché
il nostro sguardo si girasse dalla sua parte e per un istante ne ascoltassimo
la voce.
Ma è sempre
troppo tardi come nelle storie d'amore rese banali dal cinema o da noi stessi.
E' inutile gridare il nostro amore a colei che abbiamo ignorato finora, ed è ininfluente che ella fosse a noi sconosciuta per ovvi motivi di scarsa prossimità, perché anche lei non ci conosceva eppure scriveva per tutti e non cambiava le sue parole ma le offriva a tutti quanti nello stesso linguaggio, con le stesse coraggiose, inutili gesta.
Inutili a causa nostra che abbiamo ignorato volutamente gli stracci del vicino per guardare con ottusa soddisfazione i nostri bei tessuti caldi e confortevoli.
Che strano, però, per un popolo che si definisce cristiano e che si è dato un Capo che ha affermato credendoci, la nostra superiorità!
Maria Grazia? L'abbiamo seppellita! E' stato un doppio addio con buggeramento totale! La vita continua... L'Afganistan? I popoli che lo abitano? Cazzi loro! Noi abbiamo il nostro bel paese dei balocchi, pieno di parole e vuoto di cuore. Almeno così sembra se lo guardiamo dalla tivù. Ma quale tivù? Quella che dà più voce e credibilità ai Prepotenti Beceri e Chiacchieroni di turno piuttosto che ai medici coraggiosi come Gino Strada (tanto per non fare nomi)? E su questo dovremmo riflettere perché la tivù non è solo lo specchio parziale dei tempi ma è anche una Grande Educatrice, dove la pubblicità è propaganda e la propaganda è pubblicità ed ognuno fa pubblicità a sé stesso per paura di morire e finire dimenticato o viceversa.
Maria Grazia adesso, ha tutto il tempo dell'universo. E noi? O meglio: e voi?
Ne avrete
di tempo per riflettere su questo Nostro Paese profondamente malato di corruzione
e dedito alle più vergognose ipocrisie.
Se non volete
riflettere, tanto peggio: la storia, dopo avervi adeguatamente ricompensato,
vi cancellerà comunque dal suo libro paga.
E senza tante
cerimonie!
*
Tratto da: (I pensieri morali di un poeta cybernetico)
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fine della pagina!
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