Another Dangerous RU-99 Project presenta:
BAR PARADISO
Ovvero, la ferocia del banale!
Addio a
Antonio Pagotto

Dilemmi del terzo millennio risolti in diretta su
Bar Paradiso.net!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 

 ...Charlie Brown?
...Ma che diavolo ci fai in questa Strip? Vuoi crearmi dei guai con il copyright? Vattene subito di qui! Non serviamo bevande ai minorenni!!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 

 ...Eeeeh! Che maniere! Fate tutti così perché voi siete grandi ed io sono piccolo e nero! ...E' un'ingiustizia però!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 

...Questa l'ho già sentita... che diavolo significa questa battuta,
Charlie Brown?


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 

...Significa che è morto Antonio Pagotto, il papà di Calimero, il pulcino nero! Ecco cosa significa! Calimero non se la sentiva di partecipare a questa strip e così, sono venuto io al posto suo, solo soletto...

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 

 ...Ah, sì eh? Solo soletto eh?

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 

 ...Nooo! Ti prego, non sparare, non spar...


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
   ...Scusate ma non capita molto spesso di avere un'occasione così golosamente crudele!
Clicca qui per leggere l'articolo di fondo.
©  Another Dangerous RU-Y2K Project


 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


  The Final Cut
 (Argomenti scottanti per una stagione ancora calda)
*
Toni Pagot:
(Ovvero: che centra Calimero con Charlie Brown?)
(Un doveroso omaggio ad un altro autore di fumetti che se ne va.)
 

Parlare di Pagot, ovvero, Antonio Pagotto, è impossibile senza ricorrere a quella metafora della condizione umana che è stato Calimero: in questa strip, ho recuperato una pantomima tragica e dissacrante già utilizzata per commemorare Charles M. Schultz, padre di Charlie Brown.
Ho virato tutto in negativo, non tanto per dichiarare un lutto, quanto per capovolgere il senso di questa metafora in cui, cambiando i personaggi ed i destinatari, il risultato non cambia.
Siamo quel che restiamo.
Charlie Brown e Calimero, avevano il nome che iniziava con la stessa consonate ed è di queste consonanze che si nutrono le pantomime.

Ho voluto perciò realizzare un omaggio assurdo, capovolto, irriverente e squinternato, non tanto per fare bella figura ma solo perché non avevo idee decenti da proporre.
E' morto un uomo che molti non conoscevano neppure di nome, malgrado il suo personaggio più famoso avesse attraversato quasi un quarantennio nell'immaginario collettivo... ma è questo il destino degli autori di fumetti italiani, un destino così simile all'ingrato destino di Calimero? Non lo sappiamo ancora.
Al di là dei meriti e delle misteriose arti che hanno attraversato la vita di Toni Pagot, quel che ci resta è l'impossibilità di decifrare il mondo.
Ecco il perché del successo di personaggi semplici come Calimero e Charlie Brown.
Nella semplificazione degli assoluti, risplende per un istante, la nostra grandezza umana.
In omaggio ed in onore di un collega enorme come Schultz a cui ho preso umilmente in prestito il faccione di Charlie Brown ripropongo qui di seguito la riflessione a lui dedicata, riflessione che ora, per motivi misteriosi, vorrei dedicare anche a Toni Pagot come augurio di buon viaggio!
Sostituite qui e là nel testo il nome di Pagot con quello di Schultz e la sostanza non muterà.
*
 
Così scrissi nel necrologio dedicato a Charles M. Schultz:

"Il primo che viene a dirmi che il fumetto è un'Arte minore, giuro, l'uccido!"
Così disse un famoso Cartoonist che qui non cito per ovvie ragioni di opportunità.
Certo è che nella realtà dei fatti, recentemente, ho visto morire più autori di fumetti che fumetti stessi! ...E che la categoria non si tocchi le palle! Non serve a niente se non a verificare se sono ancora là!

Ma i Grandi lasciano il segno finché sono in vita, poi tutto passa, tutto viene dimenticato.
Non è molto tempo che ho dovuto scrivere necrologi (perché l'ho detto?) per Hugo Pratt, per Bonvi, per il Grandissimo ed ingiustamente sottovalutato Jacovitti (un vero monumento del fumetto italiano, oggi e non solo oggi, dimenticato o messo in formalina come un reperto anatomico nel museo di Cesare Lombroso)...

Sarà perché gli anni passano, le mamme invecchiano ed inflaccidiscono ma qui sembra di passare per un imbuto! Siamo sempre di meno! La gente se ne va e non frega niente a nessuno! Stiamo perdendo la memoria storica degli ultimi vent'anni, non abbiamo più passato ed il futuro è un buco nero in fondo al tram (Jannacci docet). Se vado a frugare nella mia collezione polverosa di fumetti italiani anni sessanta/settanta, trovo inesorabile un solo, inquietante, sovrannazionale altisonante nome:
Linus!

Un nome che è una storia, una rivista, un autore, molti personaggi banali, sciocchi, trasparenti e ripetitivi, battute insulse, senza finale, senza motivo, eppure teneri! Un cult inspiegabile (come l'incredibile successo della "Golf")

Uno dei peggiori prodotti dell'intelligenza umana!
(Dante Alighieri, poeta)
Uno dei più insulsi fumetti della storia dell'umanità...
(Antonio Pigafetta, navigatore)
Un'offesa all'intelligenza dei lettori!
(Charles M. Schulz, Cartoonist)
*
I commenti qui sopra riportati sono rigorosamente falsi.
*
Eppure è tutto lì, in quella coperta di Linus ed in quel ripetitivo insulso "Bracchetto"
il cui nome (Snoopy) sembrava l'onomatopea di una vecchia nonna che scivola dalle scale dopo aver messo il piede gottoso sul cane di casa.

Tutto da buttare? Macché... e chi mai avrebbe il coraggio di buttare via il vecchio orsacchiotto della nostra infanzia? Come fumetto non valeva nulla anche se, forse, sono il solo a dichiararlo pubblicamente (non si parla male dei "Peanuts", di linus, di Snoopy, di Charlie Brown! [...L'ultimo ha un cognome da nero americano] è come parlare male della Croce Rossa!)

E allora, perché trattare così il buon Charlie Brown? Potrei obiettare che in questo omaggio al grande Schulz,  non ho trattato Charlie Brown peggio di quanto non facesse Schulz con la sua penna. Ma è a Schulz che è dedicata questa strip, al di là dei commenti sul valore della sua opera. E' all'uomo Schulz ed al suo lavoro che dedico questo paradossale commento in formato html.

Quale che sia stato il valore (e per questo non basta il successo che ha avuto la strip di Schulz) quale che sia stato il senso di questo secolo che si porta via le persone che lo hanno attraversato, siano essi autori di fumetti o dittatori, scienziati, Papi,  politici o uomini comuni, non resta che salutare chi ci ha alleviato le sofferenze mostrandoci uno specchio sottile, ad una dimensione.
Bambini di carta, poco meditati, semplici da accettare, da usare e gettare come gli involucri degli alimenti che compriamo al supermercato...
Dentro quegli involucri che Schulz ha disegnato, c'eravamo noi.

Addio, vecchio Schulz! Ho ucciso Charlie Brown!
L'ho fatto per te. Per uccidere la morte.
*
(dai "Pensieri morali di un poeta cybernetico" ©)
(Back to last image)
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©Another Dangerous RU-y2k Project
 UNA RISPOSTA PER TUTTE LE STAGIONI!
 
 
 

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Questo non è la fine della riflessione... è solo la fine della pagina!
Another Dangerous RU-y2k Project ©