Another Dangerous RU-y2k Project presenta:
TIGGÌ-URLO
Ovvero, quando la Tivvù Uccide!!
Novità dal fronte delle Opinioni Opposte:
Ipotesi su Nanni Moretti:
Che accadrà dopo il pugno che Nanni Moretti ha tirato in faccia alla classe dirigente della Sinistra? Quali conseguenze per la politica dell'Opposizione, quali conseguenze per Moretti?
(Meta-notizie dal Tiggì-Urlo)
Dilemmi del terzo millennio affrontati in diretta su
Bar Paradiso!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 

*
Signori e Signore buona sera: avrete recentemente notato una bizzarra fotografia di Nanni Moretti che si copre il volto con una mano: ebbene, vi siete mai chiesti il perché di quella mano a coprire il viso del regista? Partendo dalla foto che avete visto in tivù, sui giornali etc. abbiamo ridisegnato la faccia di Nanni Moretti. ...se volete scoprire cosa nasconde quella mano sul volto, cliccate su di me.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

...Perché Nanni Moretti si copre il volto?...

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

...Ecco Perché!
NON CLICCARE QUI A MENO CHE TU NON ABBIA VOGLIA DI LEGGERE IL COMMENTO FINALE!
Another Dangerous RU-Y2K Project ©
Another Dangerous RU-y2k Project © UNA RISPOSTA PER TUTTE LE STAGIONI!
***
La presente vignetta è stata pubblicata su http://www.scanner.it
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
 
 
 
 
 The Final Cut:
Riflessioni a contrasto di fase per una stagione ancora fredda:
 

 
  La Patria Molle ovvero,
Nanni Moretti: l'Oscar perduto
, andato via di schiena.

Non è mai piaciuto, a questa classe politica, lo spontaneismo delle masse o delle singole persone: ed è un vero peccato perché, come è sempre in questi casi, le occasioni perdute non fanno la storia; quello che potremmo pensare, come malpensanti interessati quali siamo (inutile negarlo, visto il ripetersi della nostra storia collettiva) che dietro ogni azione o reazione spontanea, ci sia un disegno egoistico, eversivo e perverso, carico di oscure motivazioni o di sfrenato disfattismo.

Ho provato un'angoscia infinita alla vista di un intero popolo, quello argentino, truffato e rovinato da uomini, per legittima volontà popolare, democraticamente eletti. Che poi, dietro quei voti o dietro quel consenso ci fosse o meno un interesse personale, una sotterranea accettazione della corruzione familistica e populista che ha avvelenato l'economia e distrutto la ricchezza di un paese pieno di risorse e di gente laboriosa, è argomento discutibile fin che si vuole, ma resta un fatto oggettivo, lo si voglia rimuovere o meno.

Quante volte ci siamo detti che, addossare alla classe politica tutte le colpe per un disagio collettivo è un modo comodo e spiccio per nascondere la propria ignavia, il proprio delegare per disinteresse o per pigrizia quel che, invece, appartiene a tutti? Quante volte abbiamo cambiato modo d'agire realizzando quanto contenuto in questa affermazione?

Questa società è fondata (e secolarizzata) su principi spesso disattesi e soffocati da interessi personali o di parte: nessuno si preoccupa di come vanno le cose, finché qualcosa, inizia a minacciare quel che noi consideriamo prezioso od indispensabile per la nostra buona riuscita esistenziale ed economica.

Ho visto muoversi le masse e dimenticare quei movimenti, innumerevoli volte: ho visto immobilità farsi cancro ed il cancro abitudine, religione, filosofia, necessità. Ogni cosa sembra ripetersi in cicli inarrestabili, improvvisi, inaspettati.

Qualcosa è dunque accaduto, visto il levarsi di scudi e l'improvviso interesse che molta gente ha mostrato di provare per la situazione politica di questo nostro paese.

Una nuova classe dirigente si è affacciata ed ha iniziato a lavorare per cambiare le cose o per lasciarle come stanno. E' una classe dirigente priva di esperienza o con una esperienza di lungo gregariato, una classe dirigente cresciuta negli agi e nei vantaggi di una comoda Patria Molle che tutto regalava, tutto permetteva, senza troppi sforzi o lotte. Le lotte, quelle vere, erano lasciate alle classi meno abbienti, perché si sfinissero nel tentativo di recuperare il recuperabile ma solo in termini di sicurezza del posto di lavoro e/o di retribuzione, quella retribuzione che sarebbe poi servita per mantenere ricchi i ricchi, industriali gli industriali, speculatori gli speculatori e potenti i potenti in genere.

E' una storia lunga 50 anni, una storia dimenticata da tutti, compresi quelli che l'hanno fatta, questa storia, e l'hanno tradita per qualche telenovela od un cellulare in più.

Non ci resta che stare a guardare quel che avviene, i cadaveri dei nemici che scivolano via nel fiume della storia, mentre i loro corpi clonati rioccupano il potere con il nostro consenso.

Ma guai a richiedere indietro questo mandato o chiedere ragione degli errori commessi: questa opzione non è più accettata, non è più ottemperabile. La democrazia occidentale, nella sua imperfetta formulazione, ha concesso il potere ed il potere, una volta ottenuto, non può essere restituito. Questo è quanto pensano o dimostrano di pensare i nostri baldi eletti, i nostri rappresentanti istituzionali. Ecco perché non è piaciuto Nanni Moretti e non sono piaciuti i quarantamila del Palavobis. Secondo questa visione distorta, troppa democrazia non è consentita: potrebbe diventare eversione.

Vorrei ricordare che tutti i regimi, prima o poi cadono ed i Re ed i tiranni, finiscono sempre per lasciare questo mondo come tutti gli altri, i sudditi ed i giullari, nudi e senza bagaglio a mano.

Ma è un ricordare nella retorica, perché non c'è ascolto che per sé stessi. Che importa se a costoro non interessa compiere il dovere che a loro è stato affidato e cioè, servire lo Stato, preferendo il proprio interesse personale. Che importa se una moltitudine di persone innocenti o corrotte, spalmeranno consenso sul loro operare: tutto sarà comunque inutile. Nessun regime è eterno, nessun regime può essere la soluzione dei mali o la risposta al bisogno di beni e benefici.

Non resta che interrogarsi su quel che facciamo e su quel che possiamo fare prima che i nemici immaginari inventati da questi Regimi sottilmente pseudo-democratici, diventino nemici reali e sconvolgano le nostre vite. e mentre ci guarderemo da questi nemici immaginari, continuerà il terrorismo con le sue strade logorate dal sangue, continuerà la corruzione, il malaffare, l'ipocrita danze delle anime belle! Ma tutto questo comunque finirà, così come finisce l'inverno, così come finisce il giorno. Tutto ha un termine in questo universo. Sarà stato inutile spargere il seme della violenza, della sopraffazione, della stupidità eletta a potere legittimato, sarà stato spargere un seme sterile.

Che abbiamo dunque da spartire noi italiani con questo fenomeno che alcuni chiamano "Regime"?

Non lo so. Ma qualcuno si è alzato ed ha parlato alle genti ed ha detto cose che non sono piaciute ne' a destra ne' a sinistra e la gente si è riunita insieme in pace ed è stata chiamata eversiva, e la gente giocosa si è riunita in un carosello, in un girotondo ed è stata chiamata ridicola, faziosa, nemica della libertà e del governo. Forse che la voglia di riunirsi sta diventando infantile e prodromo di sciagure inenarrabili? Dovremmo dunque proibire ai bambini il gioco e la speranza. Perché da adulti non ricordino e scendano a ballare nelle strade.

Ho già visto cose come queste, nascere duemila anni fa: l'impero Romano è crollato ma quella gente c'è ancora: non importa se sotto l'ombrello protettivo di una religione secolarizzata, non importa se sono andate perdute le scaturigini meravigliose e spontanee del movimento, non importa se sono state tradite le motivazioni profonde che lo hanno creato. Quelle persone ci sono ancora, siano esse legate ad un'idea politica, religiosa, filosofica o meno. Ci sono ancora con le loro istanze primigenie, il loro volere delle risposte.

Viviamo in una Patria Molle. La democrazia non è più un valore, è una necessità. Gli uomini avveduti non dovrebbero lasciarla in mano ad una oligarchia autoreferenziale, qualunque sia il suo colore politico od il consenso che l'ha generata.

Ma la Storia è un'altra cosa.

I miei saluti, dunque, e la mia stima a Nanni Moretti.
E se le sue parole hanno risvegliato alcuni di noi, ringraziamolo perché ha contribuito a ricordarci chi siamo. Anche se non siamo d'accordo con lui. E questo, malgrado il disprezzo, le risatine ed il tintinnare di calici per il suo mancato Oscar per "La stanza del figlio".
Si può anche essere patetici e invidiosi ma c'è pur sempre un limite alla pochezza.

Dice un antico proverbio cinese: "Chi gioisce per l'insuccesso altrui è destinato a viverlo a sua volta".

Questo non vuol dire che dovremmo necessariamente metterci a piangere.

Auguri a tutti!

***

(Tratto da: I pensieri morali di un Poeta Cvybernetico)
© Ru-y2k Project

 

 
 
 
 
 


*
 fine della pagina!
© Another Dangerous RU-y2k Project